{"id":210,"date":"2025-09-23T23:11:04","date_gmt":"2025-09-23T21:11:04","guid":{"rendered":"https:\/\/laboratoriorabin.eu\/?p=210"},"modified":"2025-09-23T23:11:04","modified_gmt":"2025-09-23T21:11:04","slug":"laudizione-di-simone-oggionni-in-1a-commissione-al-senato-sui-disegni-di-legge-nn-1104-e-1575-contrasto-allantisemitismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboratoriorabin.eu\/index.php\/2025\/09\/23\/laudizione-di-simone-oggionni-in-1a-commissione-al-senato-sui-disegni-di-legge-nn-1104-e-1575-contrasto-allantisemitismo\/","title":{"rendered":"L&#8217;audizione di Simone Oggionni in 1a commissione al Senato sui disegni di legge nn. 1104 e 1575 (contrasto all\u2019antisemitismo)"},"content":{"rendered":"<p>Audizione Ufficio di Presidenza (commissione 1a &#8211; Affari Costituzionali, Senato della Repubblica) &#8211; sui disegni di legge nn. 1104 e 1575 (contrasto all\u2019antisemitismo)<\/p>\n<p>23 settembre 2025 ore 13<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Simone Oggionni, membro del Comitato Scientifico del Laboratorio Y. Rabin<\/p>\n<p>Ringrazio la commissione per l\u2019invito a questa audizione e desidero in apertura sottolineare quanto sia sinceramente apprezzabile la volont\u00e0, evidente in entrambi i disegni di legge, di contrastare la recrudescenza di un fenomeno, quello dell\u2019antisemitismo, che ho sempre considerato paradigmatico del razzismo, nella sua forma pi\u00f9 cristallina. Purtroppo, noi italiani abbiamo una triste consuetudine storica con l\u2019antisemitismo. Lo conosciamo molto bene ma non lo abbiamo mai estirpato. Dunque ogni occasione che ci consente di provare a capire come affrontare questo virus, sia sul piano culturale sia sul piano giuridico, \u00e8 preziosa e necessaria.<\/p>\n<p>Nel merito, mi limito a tre osservazioni fondamentali.<\/p>\n<p><b>1. Sulla definizione IHRA<\/b><b><\/b><\/p>\n<p>Entrambi i disegni di legge propongono di adottare come atto normativo \u2014 in linea con le risoluzioni del Parlamento europeo e con la decisione del Consiglio dei Ministri del 17 gennaio 2020 \u2014 la cosiddetta <i>working definition<\/i> dell\u2019International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) del 2016, comprensiva di quelli che vengono definiti gli \u201cindicatori\u201d.<\/p>\n<p>La mia opinione \u00e8 che la <i>core definition<\/i> non sia particolarmente controversa: \u00e8 breve, chiara, efficace e non molto distante da altre definizioni. In linea di massima pi\u00f9 una definizione \u00e8 semplice e circoscritta, meno rischia fraintendimenti e pi\u00f9 risulta solida.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 emergono \u2014 come ha sostenuto efficacemente per esempio Amos Goldberg,\u00a0professore presso il Dipartimento di Storia ebraica e dell&#8217;ebraismo contemporaneo presso l&#8217;Universit\u00e0 Ebraica di Gerusalemme \u2014 sugli indicatori, cio\u00e8 sugli undici esempi di comportamento che, secondo l\u2019IHRA, possono costituire antisemitismo.<\/p>\n<p>Su questi esempi si \u00e8 aperto un dibattito internazionale molto ampio e non concluso. In particolare sono due i punti di debolezza che io intravedo:<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b>il primo riguarda il fatto che la stessa definizione di IHRA ricorda che si tratta di linee guida, non di norme giuridiche vincolanti. Gli stessi esempi di comportamenti antisemiti sono considerati come <i>esempi<\/i> e dunque rimane un ampio margine interpretativo (in una certa misura inevitabile, perch\u00e9 esiste anche un antisemitismo dei toni e dei modi, difficilissimo da definire ma che emerge non nelle parole ma nell\u2019enfasi e nell\u2019aggressivit\u00e0, con modalit\u00e0 di espressione che tradiscono la pulsione) che sul piano giuridico determina il rischio di applicazioni diseguali;<\/li>\n<li><b><\/b>vi \u00e8 un focus oggettivamente preminente su Israele: sette esempi su undici riguardano Israele, circoscrivendo l\u2019attenzione dall\u2019ampio e articolato fenomeno storico-sociale dell\u2019antisemitismo \u2014 che ha contenuto nella storia e contiene tuttora molte forme teoriche e concettuali di odio e discriminazione contro gli ebrei, molte matrici diverse \u2014 a un terreno pi\u00f9 limitato di controversia politica.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Come \u00e8 noto, anche per queste ragioni sono sorte negli ultimi anni definizioni alternative, come la <i>Jerusalem Declaration on Antisemitism <\/i>(2021) e il <i>Nexus Document<\/i>, a loro volta discutibili e criticabili, ma che hanno colto l\u2019esigenza di distinguere pi\u00f9 chiaramente l\u2019antisemitismo dalla critica politica. Sono anche io convinto che:<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b>non sia antisemita criticare il governo di Israele, le sue politiche o i suoi leader, anche con forza e durezza, come pu\u00f2 avvenire con qualsiasi altro governo;<\/li>\n<li><b><\/b>non sia antisemita sostenere soluzioni politiche diverse per il conflitto israelo-palestinese (uno Stato federale, uno Stato binazionale, una confederazione di Stati);<\/li>\n<li><b><\/b>ma sia antisemita usare stereotipi antiebraici (cospirazioni, controllo occulto, doppia lealt\u00e0) per criticare Israele, le comunit\u00e0 ebraiche o gli ebrei in quanto tali;<\/li>\n<li><b><\/b>e sia antisemita negare al popolo ebraico il diritto all\u2019autodeterminazione o non riconoscere la legittimit\u00e0 morale e storica dello Stato d\u2019Israele.<\/li>\n<\/ul>\n<p><b>2. Antisemitismo e antisionismo<\/b><\/p>\n<p>Queste riflessioni mi portano a toccare precisamente il punto, molto delicato, del rapporto tra antisionismo e antisemitismo. Il disegno di legge presentato dalla Lega contiene un passaggio che li equipara nella sostanza.<\/p>\n<p>Mi permetto invece di ricordare che:<\/p>\n<ol>\n<li>la stessa definizione IHRA \u00e8 pi\u00f9 cauta su questo punto: non introduce un\u2019automatica equivalenza;<\/li>\n<li>nella storia sono esistiti ed esistono antisionismi non antisemiti. Penso al bundismo, movimento socialista ebraico contrario al sionismo in nome dell\u2019emancipazione nei Paesi di residenza; ad alcune correnti religiose ortodosse, come <i>Neturei Karta<\/i>, che respingono il sionismo per motivi teologici; ma anche a ci\u00f2 che hanno sostenuto negli ultimi anni intellettuali che propongono modelli alternativi di convivenza in Israele\/Palestina (che io \u2014 rimanendo fedele al principio dei 2 Stati per 2 popoli \u2014 politicamente non condivido ma che mi paiono legittimi: dalle riflessioni di Tony Judt sullo stato bi-nazionale a quelle di Ophir Adi e Amit B. Ron su modelli possibili di \u201cpost-sionismo\u201d);<\/li>\n<li>sono esistiti nella storia ed esistono nell\u2019attualit\u00e0 del resto sionismi molto diversi tra loro. Sono esistite correnti pi\u00f9 esplicitamente legate alla tradizione ebraica, di carattere anche religioso. Come correnti caratterizzate dall\u2019adesione agli ideali del movimento socialista e altre caratterizzate da un nazionalismo esclusivista. \u00c8 un dato di fatto che dopo l\u2019uccisione di Rabin nel 1995, il fallimento degli accordi di Oslo e la presa del potere di Hamas a Gaza si sono imposti gli eredi politici del sionismo revisionista, una corrente esplicitamente di destra e fondata sul progetto della Grande Israele e che, giunta al governo, questa destra si \u00e8 alleata all\u2019oltranzismo e al suprematismo etnico-religioso. Oggi esistono posizioni che si definiscono grossolanamente antisioniste ma in quanto contrarie a questo tipo di sionismo;<\/li>\n<li>ma \u00e8 altrettanto vero che diverse forme di antisionismo \u2014 a partire da quelle di chi pretende di cancellare Israele dalla carta geografica, costruendo uno Stato palestinese dal fiume al mare \u2014assumono carattere antisemita: negare come dicevo agli ebrei il diritto all\u2019autodeterminazione, considerare illegittimo lo Stato d\u2019Israele in quanto tale e auspicarne la cancellazione \u00e8 con ogni evidenza antisemitismo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A mio giudizio \u00e8 cio\u00e8 importante distinguere, senza forzare un\u2019equiparazione e una sovrapposizione concettuale e giuridica che rischierebbe di produrre pi\u00f9 problemi che soluzioni.<\/p>\n<p><b>3. L\u2019equilibrio tra diritti<\/b><b><\/b><\/p>\n<p>Il terzo tema che vorrei toccare riguarda il bilanciamento tra diritti. \u00c8 un tema pi\u00f9 da giuristi, e io non lo sono, che da storici. Ma da cittadino mi preme dire che la lotta all\u2019antisemitismo deve essere rafforzata senza compromettere la libert\u00e0 di espressione e di manifestazione tutelata dall\u2019articolo 21 della Costituzione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Occorre trovare un equilibrio tra due esigenze fondamentali: da un lato, tutelare l\u2019ordine pubblico e reprimere l\u2019odio antisemita \u2014 che, come forma di razzismo, \u00e8 espressamente ripudiato dal nostro ordinamento costituzionale \u2014 dall\u2019altro, non comprimere altri diritti costituzionali fondamentali, compreso quello di criticare liberamente le politiche dell\u2019attuale governo israeliano. Questa tensione va risolta cercando un giusto mezzo tra valori e principi, anche costituzionali, ugualmente importanti.<\/p>\n<p>Allo stesso modo mi permetto di dire che anche la libert\u00e0 di ricerca storica \u2014 anche se, voglio chiarirlo, non \u00e8 menzionata nei due disegni di legge \u2014 va salvaguardata. La ricerca storica vive di domande nuove, documenti inediti, prospettive diverse. Ogni generazione di storici rilegge il passato alla luce delle proprie domande e delle fonti disponibili. In questo senso la ricerca pu\u00f2 giungere a conclusioni o a letture interpretative scomode, fastidiose (per esempio il tema dell\u2019apertheid e la categoria interpretativa del colonialismo da insediamento) ma legittime.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Dir\u00f2 una cosa che \u00e8 scontata per ogni storico ma forse nel dibattito politico pu\u00f2 essere equivocata: non c\u2019\u00e8 storiografia senza revisionismo storico, senza il continuo rimettere in discussione le ipotesi consolidate facendosi guidare dalle domande di ricerca e dai documenti disponibili.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>E una cosa \u00e8 il revisionismo e una cosa completamente diversa \u00e8 il negazionismo, che non si fonda sulla ricerca d\u2019archivio ma sul pregiudizio, sulla menzogna e sulla propaganda e dunque va giustamente circoscritto e censurato.<\/p>\n<p>E laddove una legge confondesse revisionismo legittimo e negazionismo si correrebbe il rischio di limitare la libert\u00e0 di ricerca scientifica; scoraggiare analisi critiche necessarie per capire fenomeni complessi; ridurre la storiografia a mera celebrazione politica, anzich\u00e9 a ricerca critica.<\/p>\n<p><b>Conclusione<\/b><b><\/b><\/p>\n<p>In conclusione, dunque, direi che la definizione IHRA \u00e8 uno strumento importante e utile come riferimento operativo e di sensibilizzazione. Ma non \u00e8 per sua stessa ammissione una norma giuridica vincolante. Se recepita in legge senza cautele, rischia di produrre effetti distorsivi: applicazioni arbitrarie, conflitti interpretativi, compressioni della libert\u00e0 di espressione e confusione tra antisemitismo e critica politica.<\/p>\n<p>Per questo credo sia fondamentale:<\/p>\n<ul>\n<li>rafforzare la lotta contro l\u2019odio antiebraico senza indebolire le libert\u00e0 costituzionali, comprese quelle indicate all\u2019articolo 17;<\/li>\n<li>distinguere pi\u00f9 accuratamente antisemitismo da antisionismo, precisando i comportamenti rilevanti, non solo per evitare contenziosi giudiziari ma anche e soprattutto per garantire maggiore equilibrio, rigore concettuale e chiarezza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A questo link c&#8217;\u00e8 il video dell&#8217;audizione: https:\/\/webtv.senato.it\/webtv\/commissioni\/contrasto-allantisemitismo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Audizione Ufficio di Presidenza (commissione 1a &#8211; Affari Costituzionali, Senato della Repubblica) &#8211; sui disegni di legge nn. 1104 e 1575 (contrasto all\u2019antisemitismo) 23 settembre 2025 ore 13\u00a0 Simone Oggionni, membro del Comitato Scientifico del Laboratorio Y. 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